L‘influenza si presenta ogni anno con caratteristiche epidemiologiche differenti in funzione del tipo di virus circolante.

Il Centro Europeo per il controllo delle Malattie (ECDC) stima ogni anno, in Europa, dai 4 ai 50 milioni di casi di influenza e che 15000/70000 cittadini europei muoiano per complicanze relative all’influenza.

L’influenza è trasmessa dalle goccioline diffuse attraverso la tosse o starnuti e anche attraverso contatto diretto o indiretto con le secrezioni respiratorie contaminate.

I soggetti più a rischio di contrarre le patologie e le possibili complicanze sono, oltre agli anziani e ai soggetti con patologie croniche, le donne gravide e i neonati nei primi mesi di vita.

All’aumentato rischio di morte per influenza contratta in gravidanza, si aggiungono altri rischi:

  • Aborti
  • Nati morti
  • Decessi neonatali
  • Nascite pretermine
  • Basso peso alla nascita

Nelle donne che hanno avuto l’influenza in gravidanza sale di 4 volte il rischio di parto pretermine e di taglio cesareo.

I neonati, a causa dell’immaturità del sistema immunitario e cardiorespiratorio, sono maggiormente soggetti a complicanze che richiedono il ricovero ospedaliero (polmonite, encefalopatia) e ad una mortalità più elevata.

L’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) raccomanda la vaccinazione antinfluenzale in Europa in tutte le gravide a partire dal 2009, anno in cui si è verificata una pandemia influenzale, con elevato tasso di mortalità.

Il vaccino antinfluenzale somministrato durante la gravidanza protegge sia la mamma, riducendo il rischio di ricovero del 50 %, che il bambino, riducendo in maniera significativa i casi di malattia e otite nei primi 2 mesi di vita.

I bambini nati da madri vaccinate hanno inoltre una riduzione del 61 % della probabilità di ammalarsi di influenza nei primi 6 mesi e l’81 % di riduzione dei ricoveri per le complicazioni dell’influenza.

Il vaccino antinfluenzale è sempre efficace, ma deve essere offerto all’inizio della stagione epidemica per le donne che si trovino nel II o III trimestre di gravidanza, annualmente.

I vaccini indeboliscono il nostro sistema immunitario?

Assolutamente no. I vaccini attivano le difese dell’individuo nei confronti dei diversi microrganismi.

La stimolazione indotta dai vaccini in realtà è irrilevante rispetto alle numerose stimolazioni che l’organismo riceve ogni giorno. Sono le malattie infettive a indebolire il nostro sistema immunitario: basti pensare alla stanchezza percepita dopo l’influenza, anche per diverse settimane oltre ad essere vulnerabili alle ricadute.

Sono pericolosi i vaccini in gravidanza?

I vaccini con virus inattivati come il vaccino antinfluenzale sono sicuri anche in gravidanza, non possono nuocere in alcun modo né alla madre né al bambino.

La vaccinazione con virus vivi attenuati è invece generalmente controindicata, a causa del rischio ipotetico di danno al feto.

In gravidanza valgono le stesse controindicazioni della popolazione generale:

  • Reazione allergica grave dopo la somministrazione di una precedente dose
  • Reazione allergica grave a un componente del vaccino

La gravidanza è una falsa controindicazione ai vaccini

False controindicazioni:

  • Allattamento al seno
  • Anamnesi positiva per allergia nei familiari
  • Anamnesi familiare positiva per morte improvvisa del lattante
  • Allergia alla penicillina, alle proteine del latte e ad altre sostanze non contenute nei vaccini
  • Anamnesi positiva per convulsioni febbrili
  • Asma, eczema o rinite allergica
  • Contatti non vaccinati
  • Dermatite atopica o seborroica
  • Diabete tipo 1 o 2
  • Disturbi della coagulazione
  • Febbre dopo precedente dose
  • Fibrosi cistica

Precauzioni:

  • Malattia acuta grave o moderata, con o senza febbre
  • Orticaria generalizzata immediata dopo somministrazione di una precedente dose
  • Reazione allergica grave al lattice (per i prodotti che contengono lattice nella siringa)

Perché in gravidanza dovresti vaccinarti contro l’influenza?

Le donne gravide con influenza hanno maggiore probabilità di morbilità e mortalità rispetto alla popolazione generale. Quindi il vaccino protegge te ed il tuo bambino che non può essere vaccinato prima dei 6 mesi. Grazie agli anticorpi, che produrrai a seguito della vaccinazione, sarà protetto fino all’età indicata.

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