Una dolorosissima ulcera del cavo orale che quasi tutti hanno sperimentato nella propria vita (soprattutto le donne).

Quando si parla di afta, a qualcuno può venire in mente l’afta epizootica, malattia dei bovini che colpisce proprio la bocca e gli arti.
La “nostra” afta però non ha natura infettiva o perlomeno non è stato ancora individuato un agente batterico o virale capace di causarla.
Infatti, attorno a questa entità ancora misteriosa si sono formulate diverse teorie. Secondo alcuni sarebbe causata da un attacco autoimmunitario del nostro organismo contro la mucosa orale, a seguito ad esempio di traumi (come i morsi) che ne destabilizzano gli antigeni. Altri hanno chiamato in causa la mancanza di vitamine, lo stress, l’alimentazione e i disordini della flora batterica intestinale.

Sebbene non si sia individuata ancora una causa univoca, al contrario è ben conosciuto il dolore  e il disagio che l’afta può comportare. Si tratta di un dolore urente, che tende a manifestarsi all’inizio con un leggero fastidio, ma nel corso dei giorni aumenta sempre più, fino a raggiungere un plateau e poi scemare lentamente. La sofferenza è accentuata da alcuni tipi di cibi come quelli piccanti, quelli acidi, i cibi troppo caldi o troppo freddi, gli alcolici ed il caffè! Talvolta può accompagnarsi ad una linfoadenopatia (ingrossamento dei linfonodi) sotto la mandibola e ad un senso di malessere generale.
La lesione si presenta come un’ulcera che di solito è di piccole dimensioni, anche se nei casi più gravi può raggiungere il centimetro di diametro (o superarlo).
Presenta dei margini definiti e tondeggianti, arrossati e leggermente rilevati, mentre il centro assomiglia ad un piccolo cratere di colore giallo-grigiastro.
Il dolore può rendere molto difficile il mangiare ed il sorridere e talvolta si presenta costantemente anche senza alcun movimento particolare. Le lesioni possono essere molteplici (in questo caso di norma si parla di stomatite aftosa) e può essere confusa con la stomatite erpetica, dovuta al virus dell’herpes.

Le afte possono essere presenti anche a livello dei genitali e possono associarsi ad una malattia autoimmunitaria con manifestazioni nella pelle, nelle articolazioni, nell’encefalo e nell’occhio e in questi casi si dovrà ricorrere ad un approccio specialistico.

Per la cura delle afte in passato ci si affidava al tempo. Infatti, dopo un intervallo ragionevolmente breve (massimo 15 giorni), la lesione scompare del tutto senza lasciare alcuna cicatrice. Fortunatamente al giorno d’oggi è possibile far ricorso ad una ampia gamma di medicazioni che favoriscono la guarigione e riducono o annullano del tutto il dolore. I prodotti più efficaci sono quelli a base di un gel che forma una barriera protettiva isolando la lesione e permettendo di usare la bocca normalmente. Per ogni altro presidio, è utile chiedere consiglio al farmacista ma non rimandate una eventuale visita medica qualora la lesione perduri per più di 20 giorni, sia presente in gran numero o sia di grosse dimensioni.

 

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