Le protesi sono dei dispositivi artificiali posizionati su un paziente, al fine di replicare una parte corporea o una funzione biologica mancante a seguito di patologia congenita o acquisita.
Le protesi mioelettriche sono quelle che possono esser controllate direttamente dal paziente utilizzando la residua conduzione neuromuscolare, ovvero i segnali nervosi che, arrivando dal sistema nervoso al muscolo, gli permettono di contrarre questo tessuto.
Prendendo come esempio la protesi di un braccio mancante, questa verrà collegata al moncone del braccio sia per essere sostenuta, sia per esser collegata e ricevere gli impulsi di comando.
È necessario che il paziente abbia ovviamente dei muscoli funzionanti a monte ed in base alle funzioni che gli si vorranno restituire (ad es. apertura e chiusura della mano, pronazione e supinazione del polso, etc) bisognerà individuare un numero corrispondente di fasci muscolari indipendenti e ben identificabili e controllabili dal paziente stesso.
Gli ultimi ritrovati in questo campo consentono anche di avere dei feedback di risposta (ad es. il peso di un oggetto) e persino segnali termici e pressori, che verranno realmente ricreati e integrati dal cervello della persona (Biofeedback). Tutto questo è possibile grazie all’ingegneria biomedica, che rende possibile anche protesi di natura molto diversa come quelle sportive e organi artificiali come valvole vascolari o l’intero cuore.

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