Sebbene non rappresentino una vera e propria patologia a se stante, le paralisi nel sonno talvolta accompagnano la Narcolessia, ma possono presentarsi anche in individui che non hanno altri particolari disturbi. Si tratta di un fenomeno estremamente affascinante, ma che può essere anche terrificante, come sa bene chi lo ha sperimentato. Scopriamo qualcosa di più.

In sintesi
  • Ci sono due tipi di paralisi: ipnagogica, se avviene durante la fase dell’addormentamento e ipnopompica se avviene quando si è sul punto di risvegliarsi dopo aver dormito, l’ultimo tipo è di solito più intenso.
  • Avvengono quando il corpo è ancora “addormentato” ma la coscienza è presente.
  • Le cause non sono ancora ben chiare, solo ipotesi che includono una disregolazione nella secrezione di alcuni ormoni e/o neurotrasmettitori. Talvolta la paralisi è associata alla Narcolessia.
  • Nella maggior parte dei casi non necessitano di trattamento (eccetto quelli associati alla Narcolessia). La cura può comprendere una rieducazione al buon sonno (minimo 6 ore a notte), cambiamento di posizione a letto, antidepressivi e/o ansiolitici nonché un’eventuale controllo dei sintomi della sindrome delle gambe senza riposo (se presenti) e colloqui psicologici per apprendere tecniche di riduzione dello stress nella propria vita.

Per paralisi del sonno o paralisi notturna si intende l’impossibilità di muovere l’intero corpo poco prima di addormentarsi o subito dopo il risveglio. La persona colpita rimane perfettamente cosciente, riesce a vedere e sentire ma non può parlare o alzarsi per un tempo solitamente breve, anche se al soggetto interessato può sembrare senza fine per la notevole tensione che accompagna l’esperienza. Talvolta, soprattutto quando il tutto è accompagnato da vere allucinazioni, il soggetto tenta di urlare ma non vi riesce a causa della paralisi muscolare e prova un enorme senso di frustrazione e disperazione. I movimenti oculari rimangono invece intatti.
Chiariamo subito che si tratta di un disturbo benigno ma se si presenta spesso è necessario parlarne con il medico poiché potrebbe essere una spia della Narcolessia o di un problema di ansia/depressione.

Info
E’ normale che vi sia una paralisi muscolare quando si dorme: infatti, durante il sonno REM (la fase in cui si sogna), se il nostro corpo non fosse paralizzato tenderemmo ad imitare i gesti dei nostri sogni, con ovvie conseguenze negative per la nostra salute e il nostro riposo. Invece questo meccanismo ancestrale di protezione ci permette di dormire “sonni tranquilli”, anche nella più agitata situazione onirica.

Possibili cause
La prevalenza della paralisi del sonno nella popolazione generale è approssimativamente del 6,2% mentre ben il 30-50% dei pazienti affetti da Narcolessia sperimentano questo disturbo.
Studi polisonnografici hanno riscontrato che individui con la paralisi del sonno avevano intervalli inferiori al normale tra un sonno REM e l’altro e presentavano un sonno non-REM accorciato. Questo porta a ritenere che un disturbo nel regolare ciclo del sonno possa istigare un episodio di paralisi del sonno.
Un’altra teoria coinvolge la Melatonina, un ormone prodotto dalla ghiandola Pineale del cervello (anticamente chiamata anche “terzo occhio“).
La Melatonina in circostanze normali regola la popolazione neuronale serotoninergica, ovvero agisce governando quei neuroni capaci di utilizzare la Serotonina come neurotrasmettitore.
La Melatonina raggiunge il suo picco di secrezione durante il sonno REM.
Alterazioni nella secrezione di Melatonina in determinati momenti del sonno, potrebbero portare alla mancata disattivazione di quella popolazione neuronale che sta “producendo il sogno”, sotto uno stimolo(ad es. ambientale) che normalmente porterebbe ad un risveglio completo. Questo spiegherebbe perché si può sperimentare la paralisi pur essendo mentalmente “svegli”: se la popolazione neuronale rimane attiva, porterà le caratteristiche del sonno REM (e quindi del sogno) anche nel mondo della veglia.

Le Allucinazioni
Questo ci porta alla seconda parte dell’articolo, ovvero le allucinazioni ipnagogiche e ipnopompiche. Le ipnagogiche si verificano poco prima di addormentarsi, mentre le ipnopompiche subito dopo essersi risvegliati. Sono queste ultime che solitamente sono più vivide e terrificanti e accompagnano la paralisi mentre ci si ritrova svegli a letto, incapaci di fare alcunché.
Si pensa che siano coinvolti numerosi circuiti cerebrali nella creazione dell’allucinazione ed il meccanismo non è ancora del tutto chiarito. L’amigdala giocherebbe un ruolo importante, attivando il cervello come se stesse subendo una minaccia, in modo da stimolare tutti i possibili meccanismi di difesa: si pensa che sia per questo motivo che il vissuto sembri davvero reale e minaccioso, molto più sconvolgente di un normale sogno, quale di fatto è.
I contenuti delle allucinazioni durante queste paralisi sono molto vari: si pensa che alcuni casi di rapimenti alieni o di apparizioni di fantasmi siano in realtà delle pure allucinazioni ipnopompiche. E’ possibile anche avere la sensazione di fluttuare o di vedersi fuori dal corpo. Un tipico esempio di paralisi del sonno accompagnata da allucinazione è svegliarsi e percepire una presenza maligna nella stanza che si avvicina sempre di più ed emette suoni o risate, mentre l’intrappolamento nel corpo accresce l’angoscia e la disperazione. Lentamente, in questo scenario che si crede reale, la figura si avvicina trascinando catene o brandendo coltelli e si può provare una terribile sensazione di strangolamento (per alcuni ricercatori ciò è in relazione con la posizione supina assunta dai soggetti). Fortunatamente, la brutta esperienza dura poco e ci si riesce a svegliare o ci si riaddormenta. Non si prova mai alcun dolore perché è tutto frutto del nostro cervello, anche se il trauma può essere notevole.

Prevenzione


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