L’Istituto Superiore di Sanità informa che il 46% circa delle donne italiane conduce una vita sedentaria, nonostante sia ormai ampiamente riconosciuto il ruolo fondamentale svolto dall’attività fisica sulla salute e benessere femminile ad ogni età.

Chi pensa che in gravidanza non si possa fare sport è in errore. Svolgere attività fisica durante la gravidanza, associata ad una sana alimentazione, è molto importante perché prepara il corpo e la mente alla fatica del travaglio e del parto, offrendo importanti benefici sia alla mamma che al bambino.

La SIGO (Società Italiana Ginecologia e Ostetricia) raccomanda in gravidanza un’attività fisica regolare e moderata, in assenza di controindicazioni.

Quali sono i benefici dell’attività fisica in gravidanza?

  • Migliora la postura, che tende a variare fisiologicamente con l’aumento del peso e il cambiamento di conformazione.
  • Aiuta a regolare il transito intestinale
  • Migliora il tono dell’umore, stimolando endorfine
  • Favorisce il riposo notturno
  • Favorisce un maggior apporto di sangue alla placenta ed al feto;
  • Permette di contrastare la disfunzione della sinfisi pubica, che si presenta con dolenzia nell’area pelvica, spesso irradiata al perineo e alle gambe;
  • Ha un effetto benefico sullo sviluppo fetale riducendo il rischio di peso elevato alla nascita;
  • Riduce la probabilità di parto cesareo;
  • Riduce il rischio di ipertensione, pre-eclampsia e diabete gestazionale.

LO SPORT IN GRAVIDANZA PUÒ RIDURRE LA DURATA DEL TRAVAGLIO

Secondo una recente ricerca, fare sport in gravidanza può abbreviare il travaglio di 50 minuti. E’ quanto emerge da uno studio guidato dall’Università Politecnica di Madrid, pubblicato sulla rivista “European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology”. Secondo gli autori della ricerca, le donne allenate hanno muscoli più forti e capaci di maggior spinta, qualità essenziali per diminuire le tempistiche (e quindi il dolore) di un parto.

ESERCIZI CONSIGLIATI

Alle donne sane, che non presentano complicazioni durante la gravidanza, viene raccomandato almeno 2 ore e mezzo di movimento a settimana sotto forma di attività quotidiane o sport a intensità media.

È considerata d’intensità media qualsiasi attività fisica che provoca una lieve accelerazione del respiro, ma non necessariamente sudorazione:

passeggiate a ritmo sostenuto, danzare, andare in bicicletta, il nuoto, la ginnastica in acqua, yoga, pilates.

Gli esercizi supplementari che vengono consigliati durante la gravidanza sono rappresentati da:

  • Allenamento muscolare: contribuisce a sviluppare e mantenere la massa muscolare, con una particolare attenzione per la muscolatura del tronco e della schiena.
  • Ginnastica del pavimento pelvico: per migliorare l’elasticità, la resistenza e la circolazione sanguigna del perineo.
  • Stretching: è buona norma, al termine degli esercizi, svolgere 10 minuti di stretching. Questo, da un lato, migliora la flessibilità, dall’altro consente la normalizzazione del battito cardiaco dopo lo sforzo fisico; inoltre previene dolori muscolari.

QUALI SONO GLI SPORT PERICOLOSI DA EVITARE?

In genere non sono raccomandate le attività sportive che comportano un rischio elevato di cadute o collisioni come ad esempio pallavolo, pattinaggio, equitazione, sci, tennis, pallacanestro, pallavolo. Anche le immersioni subacquee sono sconsigliate perché la circolazione polmonare del feto non è immune da una malattia da decompressione.

Gli esercizi a terra in posizione supina dovrebbero essere eseguiti con cautela e, se necessario, essere adeguati, per evitare la sindrome della vena cava (calo della pressione sanguigna dovuto a un ridotto reflusso venoso).

È sconsigliata inoltre l’attività fisica di tipo agonistico o intensa, in quanto determina una riduzione prolungata del flusso ematico verso le arterie spirali, quindi alla placenta e al feto, con conseguente aumento dell’incidenza di parto prematuro e di ritardo di crescita intrauterina.

CONTROINDICAZIONI

Il riposo a letto prima del parto non porta alcun vantaggio e non ha senso raccomandarlo nelle donne sane, tuttavia vi sono alcune condizioni che costituiscono controindicazioni assolute o relative allo svolgimento dell’attività fisica in gravidanza (SIGO 2018):

QUANDO INTERROMPERE L’ESERCIZIO FISICO?

È bene sospendere ogni attività in caso di:

  • Contrazioni persistenti
  • Perdite vaginali atipiche
  • Eccessiva dispnea che non si risolve a riposo;
  • Grave dolore al petto;
  • Vertigini persistenti o svenimento
  • Qualsiasi sintomo assente in precedenza

Raccomandazioni (linee guida SIGO 2018):

  • Per le donne che non praticavano un’attività fisica regolare prima della gravidanza fare del movimento – anche poco – è fondamentale e benefico per la salute di madre e figlio. Si consiglia di cominciare a praticare attività a bassa intensità o di breve durata e di aumentare progressivamente fino a raggiungere il livello indicato nelle raccomandazioni di base.
  • Le donne che svolgevano attività fisica prima della gravidanza con una gravidanza in corso senza complicanze, possono intraprendere un’attività aerobica di intensità elevata senza effetti avversi. Criterio prudenziale sembra essere non superare i 130 bpm.
  • Si raccomanda di non prolungare eccessivamente l’esercizio fisico (oltre i 45 minuti), di introdurre un adeguato consumo di carboidrati in modo da contrastare i bassi valori di glicemia postprandiale tipici in gravidanza e di non praticare attività fisica nelle prime ore dopo i pasti.
  • È necessario aumentare l’idratazione in rapporto all’aumento della temperatura corporea durante l’esercizio fisico, oltre che in relazione alla temperatura esterna ed al grado di umidità, prevenendo il senso di sete, che è già un sintomo di disidratazione. È consigliabile bere prima dell’inizio, successivamente ogni 20 minuti circa e al termine almeno un bicchiere di liquidi.
  • Per le donne obese è raccomandata un’attività fisica di 30 min/die.

Qualsiasi attività fisica si voglia intraprendere, è bene comunicarlo alla propria ostetrica o ginecologo, perché possono esserci condizioni, di cui non si è a conoscenza, che possono creare impedimenti e/o limitazioni.

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