L’infezione da Papillomavirus (HPV) è l’infezione sessualmente più trasmessa in entrambi i sessi.

Si trasmette per contatto attraverso pelle e mucose; il contagio può avvenire anche con sesso orale o con rapporti non completi. È bene sapere che l’utilizzo del condom NON protegge interamente perché il virus si può contrarre anche da parti non protette, come le labbra, scroto e il perineo.

La maggior parte delle infezioni regredisce spontaneamente entro due anni circa. Tuttavia alcuni dei virus di HPV possono causare patologie benigne ma fastidiose come i condilomi o le verruche genitali, ed anche tumori sia nelle donne che negli uomini, come quello del collo dell’utero, vulva, vagina, dell’ano e del pene.

<<Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 5800 casi di tumore HPV-correlato, di cui 2300 a carico del collo uterino e 2000 nel maschio>>.

La prevenzione primaria rappresentata dalla correzione dei fattori di rischio e stili di vita e dal vaccino anti-HPV, unitamente alla prevenzione secondaria, rappresentata invece dallo screening con Pap test o Hpv test in base all’età, ha la potenzialità di ridurre la prevalenza del tumore cervicale e renderlo un evento estremamente raro nel nostro Paese.

Lo screening cervicale (Pap Test e HPV-Test) è diverso dagli altri screening oncologici in quanto consente la diagnosi di lesioni pre-cancerose, cosa ben diversa da un carcinoma in fase iniziale (come ad esempio quello del seno o del colon). L’asportazione della lesione lascia indenne l’immagine corporea (assenza di cicatrici visibili) e il potenziale di fertilità, senza necessità di terapie oncologiche con i noti effetti temuti (perdita dei capelli, vomito, spossatezza).

INFEZIONE DA HPV, CAUSA NECESSARIA MA NON SUFFICIENTE DI CARCINOMA CERVICALE

I seguenti cofattori aumentano la probabilità dell’infezione e la evoluzione verso la carcinogenesi:

  • Precocità dell’attività sessuale (< 15 anni)
  • Familiarità
  • Promiscuità (numero di partner)
  • Parità
  • Obesità
  • Fumo
  • Malattie sessualmente trasmesse, in particolare la Clamidia
  • Stato di immunodepressione

PERCHÉ È IMPORTANTE VACCINARSI CONTRO L’HPV?

I vaccini contro il Papillomavirus (HPV) rappresentano una grande svolta della scienza nella lotta al cancro della cervice e di altre patologie annesse a questo virus.
In Italia erano disponibili solo due vaccini anti-HPV:

  • Bivalente (HPV-2) che protegge dai genotipi 16 e 18
  • Quadrivalente (HPV-4), che protegge dai genotipi HPV 6, 11, 16 e 18.

IL NUOVO GOLD STANDARD PER LA PREVENZIONE VACCINALE: IL VACCINO 9-VALENTE

A dicembre 2014 è stato approvato il nuovo vaccino nonavalente HPV-9 che previene l’infezione causata dai 9 tipi di virus HPV (6,11,16,18,31,33,45,52 e 58). 

Il vaccino nonavalente ha un’efficacia che va dal 96 al 100 % nella prevenzione dei cancri cervicali e di ridurre del 50 % tutti i cancri HPV correlati.

La vaccinazione anti-HPV può essere somministrata senza alcuna valutazione preliminare. In particolare, prima della vaccinazione non sono raccomandati i test sierologici o dell’HPV test né il test di gravidanza.

CONTROINDICAZIONI AL VACCINO

L’unica controindicazione è l’ipersensibilità agli eccipienti contenuti nel vaccino.

In caso di gravidanza certa o presunta, è bene rimandare la somministrazione del vaccino, anche se dati sperimentali sugli animali non hanno evidenziato rischi per il feto.

La vaccinazione deve essere altresì rimandata in caso di malattie febbrili acute, mentre le infezioni lievi del tratto respiratorio superiore o febbre bassa, non rappresentano controindicazioni.

Una pregressa diagnosi e/o trattamento della lesione HPV-correlata non è una controindicazione alla vaccinazione.

VANTAGGI DELLA COPERTURA VACCINALE NEI MASCHI

Si. La strategia di includere il maschio nelle campagne vaccinali ha la funzione di ridurre la circolazione del virus e la trasmissione dell’infezione tra i due sessi, ma soprattutto di contrastare il manifestarsi di numerose e spesso gravi patologie correlate all’HPV che colpiscono anche gli uomini. Nel maschio i condilomi anogenitali sono la più frequente manifestazione dell’infezione, mentre la patologia neoplastica è sicuramente di più raro riscontro, tuttavia, 1/3 di tutti i cancri da HPV sono a carico del sesso maschile e sono in aumento.

VANTAGGI DELLA PROTEZIONE VACCINALE NELLE DONNE ADULTE

I benefici maggiori correlati alla vaccinazione HPV si osservano nella fascia pre-adolescenziale (12 anni), prima dell’inizio dell’attività sessuale, ovvero prima del possibile contatto con il virus. Ciononostante, in età adulta, è stata dimostrata un’efficacia vaccinale molto elevata, sulla base del riscontro di un aumento nella prevalenza dell’HPV nella fascia tra 35-44 anni.

VANTAGGI DELLA PROTEZIONE VACCINALE NE LLE DONNE GIÀ TRATTATE PER LESIONI HPV-CORRELATE

Studi in corso dimostrano che il vaccino risulta efficace nel ridurre il rischio di recidiva di lesioni dovute ai tipi di HPV presenti nel vaccino.

La vaccinazione serve anche se si è già positive al test per l’HPV?

Si, perché difficilmente una donna è positiva a tutti i tipi di HPV presenti nel vaccino, quindi il vaccino può offrirle una protezione verso i tipi di HPV con i quali non è ancora venuta a contatto.

Se mi vaccino non occorre più sottopormi al Pap test?

Assolutamente no. Le probabilità che i test di screening siano positivi sono molto basse dopo la vaccinazione. Tuttavia, è bene puntualizzare che la prevenzione con il vaccino deve essere associata agli esami di screening: alcune lesioni possono essere causate da tipi di HPV non coperti dal vaccino. Il vaccino infatti protegge fino al 90 % dei cancri HPV correlati.

Il vaccino diminuisce la probabilità di ammalarsi, ma non ha azione terapeutica e non esula la donna dall’esecuzione degli esami di screening, Pap test o Hpv Test in base all’età.

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