La cistite post- coitale detta anche “cistite da luna di miele” è un’infiammazione della vescica, che compare 24-72 ore dopo un rapporto sessuale. È caratterizzata da bruciore vescicale ed uretrale, minzione frequente e dolorosa, fastidio sovra pubico e talvolta ematuria (presenza di sangue nelle urine).

Quali sono i fattori predisponenti?

  • Stitichezza, sindrome del colon irritabile, e intolleranze alimentari (specie al glutine e /o lattosio) favoriscono il passaggio per continuità dei batteri patogeni dall’intestino alle vie urinarie;
  • Carenza di estrogeni, che rende la vescica più vulnerabile all’attacco dei germi e più sensibile ai traumi meccanici. Senza estrogeni infatti, scompare il Lactobacillus acidophilus che risiede in vagina durante l’età fertile e che, mantenendo l’ambiente vaginale ad un pH attorno a 4, lo protegge dai germi provenienti dall’intestino.  In assenza di estrogeni e di L. acidophilus le secrezioni vaginali diventano meno acide (il pH vaginale sale a 6 o addirittura 7) consentendo ai germi intestinali di aggredire sia la vagina che la vescica.
    La carenza di estrogeni causa inoltre secchezza vaginale, fattori predisponente l’insorgenza di cistiti. Nel caso in cui l’eccitazione sessuale sia inadeguata, per un problema di desiderio o perché la donna avverte dolore già prima del rapporto (vestibolodinia o vulvodinia), viene meno la protezione fisiologica dell’uretra, con conseguente predisposizione a vaginiti e cistiti.
  • Ipertono del muscolo elevatore dell’ano, un muscolo del pavimento pelvico che, se contratto, facilita il danno meccanico dell’uretra durante il rapporto, con la formazione di microabrasioni all’entrata vaginale e dispareunia (dolore ai rapporti).

Lo stato infiammatorio può inoltre essere causato da fattori precipitanti come le infezioni, i traumi meccanici (durante i rapporti sessuali) e le brusche variazioni di temperatura (cistite da freddo).

DIAGNOSI

È necessaria una attenta anamnesi e valutazione ostetrica e/o medica per confermare la diagnosi di cistite con la somministrazione di una terapia adeguata. È opportuno capire se la cistite sia determinata esclusivamente dal rapporto sessuale in sé o da altri elementi come la mancanza di tono dei muscoli perivaginali oppure disturbi del desiderio o dell’eccitazione.

Infine è bene che il partner si sottoponga a un esame colturale del liquido seminale, un tampone uretrale ed antibiogramma perché potrebbe essere portatore dell’infezione.

COME SI CURA?

Le terapie antibiotiche sono valide solo in caso di cistite infettiva e dopo un esame delle urine ed antibiogramma, per la diagnosi dell’eventuale patogeno responsabile.

Terapie antibiotiche non opportune possono rendere la donna maggiormente esposta a recidive, per incompleta eradicazione dell’agente patogeno o per induzione di resistenza batterica.

Una volta combattuta l’infezione, è raccomandato adottare strategie preventive per combattere la tendenza alle recidive:

  • Correggere eventuale condizione di stipsi con una dieta ricca di fibre e un’idratazione adeguata. Alcuni studi effettuati in vitro hanno dimostrato che il tè verde ed il tè nero svolgono un’azione sinergica con alcuni antibiotici contro Escherichia coli. Alimenti altamente sconsigliati sono cibi piccanti e alcolici (irritanti vescicali).
  • Ripristinare i normali livelli estrogenici vaginali: blocchi mestruali causati da diete o stress o presenti nel post-parto o menopausa possono causare cistiti da carenza di estrogeni;
  • Normalizzare il pH e l’ecosistema vaginale, se compromessi da precedenti cicli di antibiotici, con vitamina C e gel che liberino ioni H+;
  • Curare il partner, in caso di positività all’infezione, per evitare l’instaurarsi di un ciclo continuo e ripetuto di infezioni;
  • Strategie terapeutiche alternative prevedono l’uso di preparati a base di D-mannosio, uno zucchero semplice vegetale, e di Ibisco (Hibiscus Sabdariffa), che riducono il potere aggressivo dell’Escherichia Coli nei confronti della mucosa vescicale;
  • Tecniche di rilassamento dei muscoli perivaginali, con massaggi o biofeedback.
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