Le donne devono conoscere il proprio seno. Un primo strumento di prevenzione del tumore del seno è rappresentato dall’autopalpazione: a partire dai 20 anni l’esame può essere eseguito una volta al mese, in modo tale da capire se da un periodo a un altro notiamo dei cambiamenti, alla fine del ciclo mestruale (intorno al 6°-7° giorno).

È importante rispettare questi tempi, in vista delle modifiche strutturali del seno in relazione all’età ed ai cambiamenti ormonali mensili.

La struttura del seno nella donna giovane è densa, prevalentemente ghiandolare, ed è quindi indicato eseguire l’autopalpazione alla fine del ciclo quando la mammella sarà meno tesa e dolente e sarà più facile eseguire la palpazione, altrimenti si potrebbero generare falsi allarmismi.

La struttura è dolente e turgida nelle gravide e nelle puerpere, mentre in post-menopausa è soffice perché prevale la componente adiposa.

Se si è in gravidanza o in menopausa, il momento in cui eseguirlo è indifferente.

La sola autopalpazione non è sufficiente, deve essere associata ad una visita senologica annuale e ad esami strumentali come ecografia o mammografia.

PRIMA FASE: OSSERVAZIONE

L’osservazione deve essere effettuata di fronte ad uno specchio.

  1. Distendi le braccia lungo i fianchi con le spalle rilassate.
  2. Successivamente, premi saldamente le mani sui fianchi e inclinati leggermente verso lo specchio con le spalle ed i gomiti in avanti. Ora tieni la testa alta e guardati allo specchio.
  3. Infine, solleva le braccia e poggia le mani dietro la testa.  Questa posizione ti permetterà di osservare meglio la parte inferiore del seno.

Cosa dobbiamo osservare?

  • Simmetria: regolarità del profilo dei seni. Piccole differenze sono assolutamente fisiologiche, raramente le due mammelle sono del tutto identiche.
  • Aspetto della cute: colore, arrossamenti localizzati, presenza di nuove vene, zone raggrinzite o infossate, solchi, edemi, pelle “a buccia d’arancia”.
  • Complesso areola- capezzolo: asimmetrie e deviazioni dei capezzoli, contorno e colore, ulcere cutanee che non guariscono, retrazioni o avvallamenti, secrezioni spontanee.

Nella maggioranza delle donne il capezzolo è estroflesso, raramente il capezzolo può non sollevarsi sul piano areolare e se presente da molto tempo non è una condizione allarmante. La secrezione lattescente (tipicamente bianca/ giallastra) è tipica della gravida o associata ad alterazioni ormonali. La secrezione ematica invece rappresenta un campanello d’allarme.

SECONDA FASE: ISPEZIONE

La fase dell’ispezione può essere eseguita in piedi (davanti uno specchio o sotto la doccia) o in posizione distesa, prestando attenzione alla eventuale percezione di nodulo insolito, massa o ispessimento sotto la cute.

È preferibile eseguire l’autopalpazione sotto la doccia, quando i tessuti mammari sono rilassati e certe modificazioni delle mammelle risultano più facilmente percepibili.

Con le braccia lungo i fianchi, solleveremo il braccio sinistro dietro la nuca e con la mano destra (che va posta piatta) andremo a valutare la mammella di sinistra.

La palpazione va eseguita premendo delicatamente con i polpastrelli delle dita centrali (indice, medio ed anulare), la parte più sensibile della nostra mano, descrivendo dei movimenti circolari lenti. Tutta l’area deve essere esaminata 3 volte usando una pressione lieve, poi moderata ed in profondità.


Esistono tre schemi di palpazione per esaminare il seno:

  • Movimenti lineari: il seno viene esaminato con movimenti dall’alto verso il basso e viceversa, finché l’intera superficie della mammella non è stata coperta, incluso il cavo ascellare.
  • Movimenti circolari: il seno viene esaminato descrivendo dei cerchi concentrici che diventano sempre più piccoli, partendo dal margine esterno del seno verso l’interno, per terminare sul complesso areola-capezzolo.
  • Movimenti per quadranti: si procede come se la mammella fosse l’immaginario quadrante di un orologio, che va palpato in un giro completo: la parte superiore della mammella corrisponde alle ore 12, poi spostarsi sull’1 e così via, fino ad ultimare il cerchio.

Valutare attentamente anche il quadrante supero esterno, ovvero la zona tra seno e ascella, in cui è di norma presente la maggiore quantità di tessuto ghiandolare e dove circa la metà dei tumori al seno si sviluppa.

Qualunque sia il metodo scelto, bisogna assicurarsi di coprire l’intera area, inclusi la clavicola, il solco sotto la mammella, lo sterno, l’area superiore del torace.

Infine controllare sempre con una spremitura delicata eventuali secrezioni dai capezzoli. Successivamente, abbassare le braccia, sollevare il braccio destro e con la mano sinistra valutare l’altra mammella.

Nel caso in cui l’autopalpazione venga eseguita in posizione distesa, posizionare il braccio sinistro sopra la testa e un cuscino sotto la spalla sinistra. Con la mano destra eseguiremo la valutazione del seno sinistro e viceversa, utilizzando gli schemi ed indicazioni precedentemente elencati. Questa posizione appiattisce il seno e facilita l’esame.

SEGNI E SINTOMI DA CONSIDERARE IMPORTANTI:

Palpazione di nodulo duro, fisso sui piani superficiali e profondi, retrazione della cute/capezzolo, arrossamenti cutanei, secrezione ematica/siero-ematica o ad “acqua di roccia” dal capezzolo, aumento dimensionale di linfonodi ascellari.

Qualsiasi alterazione o dubbio deve essere segnalato alla propria ostetrica, medico curante o ginecologo.

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